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“Le Conche” Colli di Conegliano bianco non filtrato – Azienda Salatin Vini

Da Salatin Vini, ai piedi delle Prealpi Trevigiane, un vino frutto della ricerca della perfetta sinergia tra vitigno e micro-territorio

Consulenza enologicaConsulenza viticola

Obbiettivo

Le Conche, toponimo di un complesso collinare di pochi ettari situato alle pendici delle Prealpi nell’Alto Trevigiano, prende il nome dalla particolare conformazione dei rilievi collinari di quota moderata ma elevata pendenza. La significativa escursione termica giornaliera dei mesi estivi ha da sempre reso questo territorio adatto alla maturazione alle uve bianche: su questi pendii vicino a Conegliano l’azienda Salatin Vini coltiva le varietà Manzoni 6.0.13, Pinot bianco, Riesling e Sauvignon, destinati al vino Colli di Conegliano Bianco.

L’interpretazione di un luogo passa attraverso la capacità di comprendere anche i cambiamenti climatici al quale è soggetto, fattore che influenza notevolmente le epoche di maturazione zuccherine e soprattutto quelle aromatiche. Affinché si equilibrino, risultano strategiche le scelte agronomiche adottate specie nella gestione del verde di queste varietà e le scelta di vinificazione del Colli di Conegliano.  L’obiettivo è di mantenere nella sua forma più integra ogni più piccola sfumatura che il territorio Le Conche è in grado di conferire alle uve e quindi al vino.

Progetto

Il nostro percorso è partito dal vigneto, dove sono state studiate e messe a punto nel dettaglio tutte le tecniche e gli interventi agronomici, dalla potatura fino alle operazioni sul verde nel periodo pre-vendemmiale, necessarie a garantire l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta e renderla in tal modo capace di dare uve correttamente mature e bilanciate nella loro composizione, preservando quelle caratteristiche del frutto che spesso vengono compromesse nelle annate calde e secche. La vinificazione, a quel punto, ha avuto l’unico obiettivo di conservare ciò che la vite ha consegnato all’uomo: la nostra esperienza nelle varietà autoctone come il Manzoni 6.0.13, e di quelle internazionali, ci ha permesso di individuare la strategia corretta per l’ottenimento di questo vino, composto in parte da uvaggio e in parte da assemblaggio al termine della fermentazione, alla quale segue una lunga sosta sulle fecce fini.
Nel 2019, assaggiando il vino ancora in battonage, abbiamo compreso che la strada corretta da intraprendere per mantenerne inalterata l’identità e l’essenza, fosse quella di evitare di spogliarlo di un abito che sembrava fatto su misura: la volontà di voler anteporre la qualità ad ogni altro compromesso tecnico ci ha portato ad imbottigliare questo vino non stabilizzato e non filtrato, con l’ausilio di un accurato monitoraggio di tutti i processi produttivi. Il risultato è un vino estremamente integro che riesce a trasmettere a pieno l’identità del territorio in cui affonda le sue radici.

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Salatin, Via Doge Alvise IV Mocenigo, Cordignano, TV
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