29 November 2017

OSSIGENO E IMBOTTIGLIAMENTO

La longevità dei vini in bottiglia è un tema sempre più al centro dell’attenzione di molti produttori e ricercatori.
Se in un tempo non troppo lontano il vino italiano, salvo qualche rara eccezione, veniva consumato in tempi relativamente brevi e prevalentemente nel luogo di origine, oggi, viene per la maggior parte esportato e ha colonizzato gli scaffali e le tavole di tutto il mondo.
Questo comporta la necessità di produrre vini che conservino a lungo le loro caratteristiche peculiari anche a fronte di condizioni di trasporto e stoccaggio non sempre ottimali.
Tale sfida viene resa ancora più ardua se si vuole avere un prodotto più sano e quindi ridurre sensibilmente i quantitativi di solforosa utilizzati durante i processi di vinificazione e di imbottigliamento. 

Nel nostro Focus 01/2017 "Ossigeno e imbottigliamento" si parlerà dell’importanza di contenere e controllare l’ossigeno durante una delle fasi più delicate del processo produttivo ovvero quella dell’imbottigliamento. Tutti conosciamo perfettamente i valori analitici dei vini che vengono imbottigliati ma spesso si omette di dare la giusta importanza all’arricchimento di ossigeno che il vino subisce durante la messa in bottiglia. In questa fase, infatti, il vino può raggiungere valori anche molto elevati di ossigeno disciolto con una conseguente precoce perdita qualitativa del prodotto specialmente nei vini bianchi.